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Un pomeriggio a Fondazione Prada tra il Bar Luce, Domenico Gnoli e il Ristorante Torre

Fondazione Prada, spazio artistisco ed espositivo d'eccellenza di Milano, ospita fino a febbrario 2022 una mostra dedicata all'artista del '900 Domenico Gnoli. Ma l'invito è anche quello di bere un caffè al Bar Luce, visitare l'Osservatorio e il Teatro, se possibile andare alla Torre. 

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Fondazione Prada è l'indirizzo da non perdere nel milanese. Uno spazio d'eccezzione ed eccellenza  di 19mila metri quadrati nel sud di Milano, che coniuga arte, architettura, musica e buon cibo

Progettato da Rem Koolhaas con Chris van Duijn e Federico Pompignoli comprende tre edifici principali il Podium, il Cinema e la Torre e dal 2015, anno della sua inaugurazione, ha ospitato 30 mostre temporanee oltre agli innumerevoli progetti e installazioni permanenti, spettacoli teatrali e concerti, rassegne cinematografiche, conferenze e tavole rotonde. 

Ora ospita fino a febbraio 2022 la prima retrospettiva assoluta dedicata all'artista del 900 Domenico Gnoli. 

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Domenico Gnoli a Fondazione Prada 

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Alcune vedute della mostra Domenico Gnoli in Fondazione Prada

La retrospettiva sull'artista si inserisce nella serie di mostre che Fondazione Prada ha dedicato ad alcuni artisti della seconda metà del Novecento, poco conosciuti, quasi considerati degli outsider. La mostra, progettata da Germano Celant, raccoglie oltre a 100 dipinti e 200 tra disegni, schizzi e documenti. Gode di una selezione ampissima, praticamente tutta la produzione che l'artista ha realizzato durante la sua breve vita (purtroppo morto a soli 37 anni).

L'esposizione è stata immaginata come un percorso unitario e libero, le cui fila sono rette unicamente dal gioco di cromie e forme tra i dipinti e viaggia secondo nuclei concettuali di soggetti e oggetti semplici e quotidiani raggruppati in serie tematiche. La produzione in serie, ereditata in parte dal mondo della pop art, regala una pittura analitica tra realtà e immaginazione. Il quotidiano e il dettaglio lasciano comunque immaginare il resto. Ciocche di capelli, scarpe, poltrone, cassetti, cravatte e bottoni sono i soggetti preferiti da Gnoli, il cui lavoro è frutto di tante influenze: iperrealismo e taglio fotografico, spirito voyeristico, ma anche influssi dal surrealismo e dall'arte classica.

Nella seconda parte della mostra, disegni, schizzi e illustrazioni permettono di conoscere l'artista da un punto di vista molto diverso: lo si riscopre meno maniacale e più immaginifico, quasi fiabesco, nei panni di illustratore e disegnatore.

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Il Bar Luce e la Torre

Il Bar Luce, che si trova nel primo edificio non appena si entra in Fondazione, è stato progettato dal regista americano Wes Anderson nel 2015 ed è subito diventato un punto di ritrovo per la città, come succedeva per i vecchi cafè degli anni Cinquanta e Sessanta. E l'estetica, oltre ad essere tipicamente Wesandersoniana, è quella di un tipico caffè della vecchia Milano: velluti, panneli di legno, ori e colori pastello, jukebox e americano sbagliato.

Il ristorante Torre, invece è ospitato negli ultimi piani della Torre, l’edificio aperto nel
2018 progettato sempre da Rem Koolhaas con Chris van Duijn e Federico Pompignoli dello studio OMA. Torre è un cockatail bar e un ristorante dalla proposta gastronomica eccellente, con un bancone centrale e una bellissima bottigliera sospesa, si apre su tre livelli sfalsati e ha una terrazza del belvedere. Nello spazio sono conservate anche tre opere dell'artista Lucio Fontana Cappa per caminetto (1949), Testa di medusa (1948-54) e la ceramica policroma Pilastro
(1947).

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