Weekend a Positano a Le Sirenuse
Le Sirenuse: l'hotel simbolo dagli anni 50 di Positano e della costiera Amalfitana
Vero e proprio paradiso per Instagram addicts, coi suoi contrasti di bianco, rosso pompeiano e verde lacca, e i classici pavimenti di maiolica, Le Sirenuse si snoda in una successione di angoli inaspettati, dove opere d’arte contemporanea site specific (tra cui un murales di piante di banano di Alex Israel) si affiancano a Madonne sotto campane di vetro, stampe botaniche d’antan, tessuti ricamati indiani e afghani, pezzi d’antiquariato napoletano e una quantità stupefacente di piante in vaso, limoni, felci, bouganvillee, che creano l’illusione di un ininterrotto giardino interno che va dalle terrazze ai corridoi, fino alle stanze degli ospiti.
La struttura originaria (tre diverse costruzioni) spiega l’asimmetria di corridoi e dislivelli, la presenza di spazi senza una funzionalità definita, fatti di poltrone comode, di tavolini di mosaico. La piscina è il cuore dell’hotel, almeno quanto la superba terrazza affacciata sulla cupola del Duomo, sulla spiaggia, sul mare blu, sull’isola Li Galli già proprietà di Nureyev, sul paesino di Positano con le sue case colorate e le sue distese di glicini e bouganvillee. E’ sulla grande terrazza che inizia la giornata, è qui che finisce se si cena a La Sponda. La colazione è un momento di assoluto relax, col profumo dei gelsomini, il caffè forte, le sfogliatelle squisite, l’esplosione di colori della frutta. Ed è super rilassante anche la cena, con un’illuminazione affidata a una profusione di candele e alla luna, e una cucina superba, appagante, che esalta la qualità della materia prima locale, e restituisce la bontà delle ricette tradizionali napoletane e della costiera amalfitana eseguite a regola d’arte dallo chef Gennaro Russo.
L’alternativa? La terrazza di Aldo’s, perfetta anche solo per un drink. Il menu di cocktails invita all’esplorazione già con la grafica del libriccino rosa fluo con le sirenette dorate del logo reinventate per i 70 anni dell’hotel dall’artista britannica Lucy Jane Stein. Serviti nei bicchieri di Carlo Moretti, i cocktail sono piuccheperfetti. Si beve anche da Franco’s, il bar accanto all’hotel, terrazza bianca con tavolini blu e una scultura a forma di fontana barocca gialla di Giuseppe Ducrot, carta dei cocktails creata in collaborazione con Mattia Pastori, dove attardarsi la notte, ma anche mangiare un hamburger (all’astice) fin dall’ora di pranzo.
La spa (progettata da Gae Aulenti), con una scenografica stanza del ghiaccio in onice bianco, ha un menu di trattamenti Aveda eseguiti da terapiste dalla manualità impeccabile. Piccole, con le pareti bianche e il bagno in marmo, le stanze affacciano su balconi ideali per godersi la luce, il rumore del mare, la bellezza della notte di velluto nero e l’effetto Presepe di Positano illuminata.