5 cocktail bar da visitare per la Barcelona Cocktail Experience
Fino al 9 ottobre la capitale catalana ospita la prima manifestazione internazionale interamente dedicata al mondo dei cocktail e della mixology. Qui una lista dei migliori locali da visitare, tra speakeasy e format che uniscono tapas e drink d’autore.
Il 2022 è l’anno della prima edizione della Barcelona Cocktail Experience. Una manifestazione che coinvolge oltre 90 cocktail bar e 50 locali all’interno dei più blasonati hotel della città spagnola. Grazie all’acquisto di un braccialetto, i cocktail lover potranno degustare i signature proposti per l’occasione a un prezzo calmierato e partecipare alle tante serate con ospiti internazionali. Patrick Pistolesi del Drink Kong di Roma, “The Maestro” Salvatore Calabrese dal The Donovan Bar di Londra, Benjamin Cavagna del 1930 di Milano, Jean Trinh di Alquímico a Cartagena e Thanos Prunarus del Baba Au Rum di Atene sono solo alcuni dei più celebri. Inoltre, il palinsesto è ricchissimo di eventi sia per gli addetti ai lavori (masterclass, workshop, presentazioni) sia per gli appassionati con degustazioni che, alle tapas “para compartir”, abbinano le migliori creazioni liquide. Il calendario completo della Barcelona Cocktail Experience è disponibile sul sito ufficiale, mentre qui abbiamo raccolto una selezione dei locali imperdibili durante la dieci giorni dedicata alla mixology.
Paradiso
Ai vertici della lista dei migliori cocktail bar al mondo secondo The World’s 50 Best Bars, Paradiso è un tempio del buon bere dall’atmosfera accogliente. Nel cuore dello storico quartiere El Born, è guidato dall’italiano Giacomo Giannotti e da un team capace e sempre cordiale coordinato da Agostino Silvestro. Con un occhio attento verso i temi della sostenibilità, il menu nasce con tecniche all’avanguardia e ottimizza l’impiego dei prodotti in una logica zero waste, visibile anche nei sottobicchieri, realizzati con gli scarti della preparazione dei drink da Makeat, food design factory di Barcellona. Appena presentato, il nuovo cocktail menu riprende gli avvenimenti più importanti nella storia dell’umanità e segue una linea del tempo composta da tappe liquide. Chi ama drink rinfrescanti potrà scegliere Fleming, dedicato all’inventore della Penicillina: un twist sul Paloma a base tequila, vermouth, miso, birra, pompelmo rosa e lemongrass. Per un servizio scenografico e una degustazione diversa dall’ordinario, scegliere The Cloud: un cocktail a base Mezcal con una nube di caffè da “aspirare” prima di ogni sorso.
Galileo
Altro format nato dal genio di Giacomo Giannotti, Galileo si trova nel quartiere de L’Eixample ed è celebre per la sua offerta di tapas da gustare in accompagnamento a un ottimo drink. Alla sinistra dell’ingresso del locale, un piccolo lab mostra agli ospiti gli strumenti da cui nascono le miscele presenti nel menu, mentre il lungo bancone conduce a una sala interna per provare in relax l’aperitivo o la cena. La drink list ha la forma di un telescopio in onore di Galilei e contiene cocktail imperdibili come il Galileo Martini, reso particolare da acqua di pomodoro, nocciola e da un distillato di fragole, oppure il Piccolo Principe a base gin, pompelmo, rosa e mandorla. Tra i piatti da condividere spiccano le crocchette con porcini e maionese al kimchi oppure al baccalà, le focacce croccanti con cremoso al gorgonzola, i mini bao e la tartare di Fassona con maionese alla barbabietola e croccante pane carasau.
Monk
Inaugurato ufficialmente il 2 ottobre con ospiti internazionali, Monk è il nuovo speakeasy del quartiere di El Born. Per accedervi basta trovare un piccolo alimentari giallo e rosso con l’insegna “Alimentació Monk” e scoprire, dietro una piccola porta di servizio, due ampie sale con soffitti a volta e mattoni a vista finemente ristrutturate. Il primo ambiente, caratterizzato da un bancone total pink con un raffinato top in marmo rosa, propone miscele più strutturate e permette di accomodarsi sui divanetti in velluto o sui pouf decorati con motivi floreali. Passando attraverso una tenda argentata si arriva poi al secondo ambiente, pensato per ballare e per un servizio di cocktail più rapido, con ricette semplici e beverine. Il locale non accetta prenotazioni: una volta trovato, è necessario mettersi in fila e aspettare con pazienza il proprio tavolo. L’esperienza varrà sicuramente una piccola attesa.
The Alchemix
Il regno di Ignacio Ussia è un cocktail bar gastronomico dedicato all’alchimia che si crea tra gli ospiti e chi prepara e serve i drink. Il servizio attento e cordiale completa l’atmosfera soffusa e accogliente ricreata dal pavimento e dagli scaffali in legno chiaro, che contrastano con pareti e bottigliera dai toni più scuri. Di fronte all’ingresso, il bancone riporta una tabella con i simboli alchemici reinterpretati da Ignacio per descrivere le miscele di The Alchemix, mentre un portale realizzato con un vero arbusto conduce alla sala interna del locale, dove vengono serviti menu degustazione abbinati a un percorso di cocktail pairing. Chi vuole iniziare con un aperitivo fresco e appagante per il palato può optare per il White Truffle Pisco Sour a base di pisco quebranta miscelato con succo di limone, miele al tartufo bianco, Amargo Chuncho Bitter e una crusta di cioccolato bianco per addolcire il sorso. El Colima è per chi ama il tequila e il servizio scenografico. Dedicato all’omonimo vulcano, riproduce un’eruzione grazie al ghiaccio secco che si sprigiona dal bicchiere dove sono miscelati tequila reposado, purea di mango, succo al passion fruit, neve di ananas e peperoncino rosso. Una delizia per occhi e palato.
Sips
Un bar che non sembra un bar. Sips è l’ultimo progetto del mixologist italiano Simone Caporale che, insieme al socio Marc Alvarez, ha scardinato i canoni tradizionali dei locali dove si servono e consumano drink. Oltre alle tecniche contemporanee e al mix di ingredienti ricercati, la vera innovazione del cocktail bar è legata alla sua architettura. Scordarsi il classico bancone con bottigliera a fare da sfondo: qui i drink si preparano su una postazione al centro dello spazio, utilizzabile in ogni suo lato e completamente a vista. Gli ospiti hanno così un contatto più diretto con i bartender, osservandone ogni movimento e beneficiando di un servizio informale ma sempre attento, degno dei migliori cocktail bar presenti nella classifica dei 50 Best.