Givenchy: il debutto di Matthew Williams
La silhouette del nuovo corso di Givenchy suggerisce un approccio sartoriale alla leggendaria casa di moda francese, mentre riflette il modernismo associato al brand 1017 Alyx 9SM di Williams e la sua ossessione per l'artigianato d'avanguardia. “Creare una collezione è come assemblare i pezzi di un puzzle, partendo da simboli e segni, senza mai dimenticare le persone che indosseranno i capi e daranno loro vita. Donne e uomini dovrebbero essere forti e disinvolti, uguali e gioiosi, riflettendo chi sono davvero. Si tratta di trovare l'umanità nel lusso” dichiara Matthew M. Williams settimo direttore creativo di Givenchy dopo l'addio del fondatore Hubert de Givenchy. E se il fit è molto aderente, asciutto e senza fronzoli, sono i ricami, gli accessori e i gioielli, come le grosse catene-collana o i manici-catenella delle nuove borse, a essere protagonisti. Sfuggendo alle distinzioni di genere negli accessori e nei gioielli, l’hardware unisce l’uomo e la donna di Givenchy in un legame simbolico tra utilità e lusso, da cui è nata l’idea che ha ispirato la collezione. Il nuovo lucchetto pensato per Givenchy, chiamato Lover’s Lock è un oggetto unisex, utile e decorativo, esprime un messaggio d'amore universale che richiama i lucchetti lasciati sul Pont des Arts di Parigi e che compare in tutta la collezione. Dai drappeggi di Hubert de Givenchy alle trasparenze impalpabili, passando per le scollature lineari e le aperture sulla schiena, come il tubio scollo all'americana con profondità ardite e con tanto di tanga a vista-una citazione dal film "Le Grand Blond avec un Chaussure Noire" del 1972 con Mireille Darc. E così, per Matthew Williams, fare "Colazione da Tiffany" non è mai stato così sexy. Le citazioni si aggiungono anche a quelle estrapolate dall'archivio della maison, come le scarpe Tryp-toe e le calze, ai tacchi di corno e i cappelli, che riecheggiano quelli utilizzati da Alexander McQueen per lo show couture del 1997 (McQueen fu Direttore Creativo di Givenchy dal 1996 al 2001); fino ad una nuova rilettura della borsa Antigona. Mentre la stampa Pantera di Riccardo Tisci riecheggia su sciarpe e camicie. Accanto ad essi, spicca la nuova borsa unisex Cut-out in diverse versioni e le G chains: la lettera G è intagliata a catena per diventare manico, e ci viene da dire, nuovo logo. La sperimentazione legata ai materiali tecnici, tipica di Williams, è compensata dalla tradizione, la naturalezza e l’opulenza. L’Ottoman di cotone per i capispalla da uomo e da donna, il taffetà tecnico nel sartoriale e il jersey punto Milano sono utilizzati per ottenere forme pulite e nette; la tradizione viene rispettata, ma contemporaneamente ridefinita e ricontestualizzata. Come ne è esempio la sperimentazione sulla classica ciabattina in gomma espansa: la Marshmallow Slide (per lui e per lei) che completa molti look della collezione, contribuendo a conferire un’aria casual anche ai look più formali dove anche la donna indossa tailleur dalle giacche oversize. Il denim è introdotto in versione deluxe, pennellato di resine e venici, denim con vernici e resine, per effetti "vinilici" insieme a gonne e cropped jacket in coccodrillo marrone o arancio zucca. Quasi assenti gli abiti da sera. Un approccio disinvolto e rigoroso, experimental-couture sovversivo, per Audrey di oggi.